I demoni di fine anno

2015

Eccoci arrivati al dunque. Eccoci arrivati a quello che almeno per me è sempre un appuntamento non troppo amato, anzi, diciamo che è quella parte dell’anno che odio di più, perché qui in queste poche righe  e in queste ormai poche ore, si accumula quanto di più bello e/o brutto ci sia stato durante l’anno.

Eccomi qua quindi a parlarvi dei buoni propositi, dei traguardi raggiunti, degli obiettivi proposti che poi alla fine non concluderò e delle preoccupazioni che lascio nel 2014 e di quelle che mi porto avanti nel 2015.

Beh tanto per cominciare è ora di raccontare un po’ quel che è successo quest anno di solito posto una nota su facebook quest anno vario, perché è stato per l’appunto un anno di cambiamenti più o meno radicali.

Tra le cose più importanti che sono cambiate c’è stata la macchina, non per voglia ma per dovere, in quanto la mia mi è stata rubata (uno dei tanti avvenimenti brutti del 2014), non ho cambiato lavoro invece e questa potrebbe essere una nota positiva, non ho una partner al mio fianco (e pensa che figo manco per scelta) e questa non so se sia negativa o positiva, so che però un po’ mi pesa, perchè sarà il primo capodanno dopo qualche anno che passerò in solitaria (si fa per dire ).

Poi che altro è successo, beh sempre le solite rimpatriate con amici “lontani”, qualche altro tatuaggio addosso, ah questa è stata un’ottima annata di produzione però infatti ho ripreso a scrivere molto e anche a cucinare quindi tutto sommato non è andata poi male, poi vediamo, vabbè le solite perse di vista che ormai con gli anni ci stanno e la barba che mi sono riuscito finalmente a far crescere! poi tante riflessioni, ecco dovessi definirlo lo definirei un anno di riflessione il 2014. Alla fine ho pensato un sacco, su un sacco di temi, di progetti e qualcuno pensate un po’ l’ho pure realizzato. E’ stato l’anno delle conoscenze questo e devo dire che è stato un gran bene questo, ho conosciuto persone di qualità e spero che queste amicizie che si sono andate consolidando durino  il più possibile. Poi diciamo che ho avuto il dispiacere di conoscere meglio altre persone (altro dispiacere del 2014) ed aggiungerei che è stato un anno ricco di film che ho visto e alcuni rivisto per alcune decine di volte anche, tra questi e che trovo appropriato al post e non chiedetemi perchè è “Memorie di una geisha”, filmone aggiungerei e che vi consiglio caldamente di vedere se non l’avete già fatto, mi ha toccato particolarmente questo film, sarà per il quando e come l’ho visto che ha inciso parecchio, però mi ha colpito e vi allego un pezzo che va nel profondo, almeno con me,

condivisovi questo vi condivido anche un’altra “perla” “The social network” un altro gran filmone che mi fomenta per dirlo spiccio, è arrivato in un momento particolare anche lui e lo ricorderò sempre con piacere perchè è stato una gran ripartenza. Ok e adesso tocca ai buoni propositi:

[… ]

No i buoni propositi li scrivo passata la prima settimana del 2015, vediamo come parte e vediamo di dargli un senso durante il tragitto che tanto a fine anno se dicono sempre un mucchio de stronzate.

Che altro dirvi, buon anno e spero vivamente che in questo 2015 ci sia qualcosa di bello che aspetta ognuno di noi!

Con affetto Fr_Hank

Er dolore viene sempre dopo

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Er problema nun se pone finché c’hai da beve e da fuma’ nce pensi,

sotterri i problemi del momento, te guardi intorno, ce butti sopra quello che te passano al bancone e vai ‘na favola.

Poi dopo ce sta la parte brutta, quella del rientro, quella che te metti a piagne come un regazzino in macchina, mentre stai al volante e tra qualche macchina evitata alle due passate, arrivi al cancello de casa

barcollante sulle scale

e nella testa,

arranchi fino al portone, te butti a letto e tiri giù lacrime come se ‘nce fosse ‘n domani. Come se quelle gocce che te scennono sur viso, ce l’avevi dentro da troppo tempo e alla fine come cascate inondano tutto quello che se troveno davanti. Ed è un cazzo di dolore.

Grosso.

Freddo.

Dilaniante.

Fr_Hank

Mafia capitale ormai a dillo è diventata quasi ‘na cosa banale

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A Roma è successo un macello!

C’hanno già riempito le pagine, i muri, i dischi e a me (noi) c’avete riempito pure li cojoni co ste storie de corruzioni!

L’avemo capito che alla capitale ce stanno le infiltrazioni.

Lo sapevano tutti che su Roma mia c’hanno magnato sti maiali, che se so sfonnati tutto e a noi

poveri che pagamo c’hanno lasciato solo er ricordo de ‘na Roma carica d’abbondanza

Delle piazze piene de gente che se move e che s’agita

Ma a questi qua non je ‘nteressa.

Aspettano aspettano che se stancamo e che così poi se dimenticamo ma non hanno contato quanto ce tenemo a mamma nostra noi che ce vivemo.

Non hanno contato che noi se ricordamo de quanno du anni fa ce fu lo scandalo pe la monnezza e s’aricordamo pure de quanno sempre quel periodo alla regione sfanculammo tutti

perchè c’avevate da magna’ sempre su li soldi nostri

Io da cittadino, ve vorrei di n sacco de cose, ve vorrei insulta’ a faccia a faccia sputavve dentro n occhio e aspetta’ che tirate fori na penna e firmate assegni pe paga’ tutto quello che spero ve sia annato pe traverso.

Io da cittadino vorrei un po’ de giustizia pe sta città che state a martoria’, pe sta città che avete lasciato come don farcuccio co na mano avanti e una de dietro.

Io da cittadino ve vorrei dimostra’ indignazione ma purtroppo posso solo scrive. Me posso solo che arrabbia’ e poi fammela passa’ perchè tanto se sa’ che a quelli come voi non ve fanno mai niente. Voi siete quelli che tra qualche mese s’è calmato tutto e ve rivedremo al telegiornale a dicce che ve stavano a perseguità e alla fine pe risana’ i conti chi dovrà paga’ saremo sempre noi.

Me state sul cazzo.

Cinicità

Questa me la ricordo bene quando la scrissi. Mi era preso lo sconforto perché al tempo pensavo che non ci fosse più spazio nel mondo per il sentimento, non che quel pensiero se ne sia del tutto andato via, ma un po’ l’ho sotterrato. Ci pensavo e ripensavo perché vedevo intorno a me solo e soltanto arrivisti, speculatori e sfruttatori di ogni genere e mi domandavo al tempo “ma dov’è finito il sentimento?”  “Serve ancora a qualcosa ascoltare il cuore?”

Non ho ancora trovato una risposta valida a questa domanda sono sincero, ma mi sono spinto sempre più verso la convinzione che senza cuore non si va da nessuna parte.

Se non ci mettiamo quel qualcosa che va oltre il superare il prossimo nelle cose, qualcosa in più del “voglio essere il migliore puntoebbasta” secondo il mio modestissimo parere quel “TOP” non lo raggiungeremo mai. Mi viene in mente il racconto di Apollo e Daphne:

Un giorno, Cupido, stanco delle continue derisioni di Apollo, che vantava il titolo di dio più bello, dio della poesia nonché un arciere migliore di lui, colpì il dio con una delle sue frecce d’oro, facendolo cadere perdutamente innamorato della ninfa Daphne. Allo stesso tempo però, colpì anche la ninfa, con una freccia di piombo arrugginita e spuntata, stregandola in modo che rifiutasse l’amore di Apollo e addirittura rabbrividisse per l’orrore alla sua vista. Perseguitata dal dio innamorato, la ninfa, piangendo e gridando, chiese aiuto al padre Penéo, dio dei fiumi, che la tramutò in una pianta di lauro, o alloro. Apollo pianse abbracciando il tronco di Daphne che ormai era un albero. Per questo il lauro divenne la pianta prediletta da Apollo con la quale era solito far ornare i suoi templi e anche i suoi capelli” [fonte Wikipedia]

Quello che è al centro di questo mito è l’amore, il rifiuto, la sofferenza, la fuga, quello che ha scaturito questo mito è stato un flusso continuo nel tempo di sentimenti e di riflessioni che hanno portato i grandi maestri dell’arte a cercare di identificare al meglio questa storia nelle loro opere (vedi il Bernini)  ad oggi invece cosa abbiamo? Se prima si parlava di Amore, oggi si parla di odio, si parla di economia, si parla di tecnologia, di cervelli, di brainstorming continuo per trovare soluzioni su soluzioni a problematiche improbabili. E dove ci porteranno tutti questi accumuli di idee? A creare qualcosa di bello come questo?6319

Oppure ad altre tonnellate di parole vuote che rimarranno qui in questi anni ’80/’90/2000?

Io non sono uno di quelli che rifiuta l’attività cerebrale, che va contro l’avanzamento e vorrebbe rimanere alle lettere d’amore e i piccioni viaggiatori al posto delle e-mail e di whatsapp. Quello che cerco io è un equilibrio tra testa e cuore. Qualcosa che oggi, purtroppo, non c’è più.

Ad oggi c’è il bianco oppure il nero. Finisce tutto in due colori.

Cinicità

Tristi momenti si rotolano su di me

 Su questo corpo ormai morto e abbandonato da tempo

Su questo mondo di cui non parla più nessuno e di cui un po’ tutti ci siamo dimenticati

Forse non ci siamo mai chiesti realmente il perché di questa voglia di scoprire il perché

 

Forse sarà che al perché diamo come risposta un semplicistico Si o No

O forse, più probabilmente, perché a questa domanda così ingombrante non vogliamo dar risposta

 

Sarà

Che ormai il mondo gira troppo svelto e non ci lascia più tempo

Nemmeno per sapere il motivo di una cosa quanto mai semplice ma complessa

 

La voglia della scoperta che impegnava i nostri avi in epiche avventure

Le tragiche battaglie che la conoscenza ha dovuto affrontare per diventare quella che è

Ed ogni singolo uomo che è morto per una causa in cui credeva, sono diventati semplicemente

Ricordi lontani che ogni tanto cercano di riaffiorare e di coinvolgere i nostri sentimenti

 

La logica e la ragione hanno preso il sopravvento sul cuore e sul sentimento

Ignari di cosa voglia dire amare ci spingiamo oltre il sentimento umano pur di trovare

La gloria e l’onore quella tanto ardita corona di lauro che adornò i miti del passato.

Fr_Hank

Dello stelo innamorato

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Non mi ricordo di preciso cosa era successo quando scrissi questa poesia, di certo c’era di mezzo qualcuna. Come spesso o quasi sempre mi capita. E’ che volenti o nolenti quando si è o ci si sente innamorati si ha una carica in più. Puoi permetterti di stare un passo avanti a chi invece non prova questi sentimenti.

Se non hai la birra puoi sempre trovare del vino o del whisky o delle sigarette, ma se non hai amore non hai un cazzo.” C.B.

Ma quindi è proprio così? Beh per quanto mi riguarda si, io credo fermamente che sia un pezzo fondamentale di ogni uomo provare Amore, svilupparlo, e riversarlo agli altri, io cerco sempre di farlo, anche troppo purtroppo, ma questa è un’altra storia.

E quindi buona lettura, spero apprezziate il lavoro, alla prossima!

Dello stelo innamorato

Un fiore s’avvizzì
Finì in una bruciatura
Di sigaretta

Si strinse
E come in una rinascita di violenza
Cadde su se stesso

I profumi
Gli odori
Di quella fredda estate
Ricaddero

Le foglie senza più vita
Gridavano al mondo
Vita! Vita! Vita!

E il sapore di lei
Scadeva in quella cera di candela

Niente più fumi
Niente più amori

Fr_Hank

Ghiaccio all’inferno

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Mi soffermo a pensare tra una striscia pedonale e l’altra

Mentre attraverso quella che sembra essere
La via di casa mia

Eppure dopo averla percorsa per anni
Dopo aver aperto quel portone soffrendo mi fa ancora strano tornare qui
Forza dell’abitudine mi viene da pensare

Affetto non può essere
Odio non lo voglio immaginare
Spesso indifferenza lo ammetto ma non penso
Mi avrebbe riportato di nuovo qui

Cade qualche goccia di pioggia
Mi dovrei mettere a correre come fanno
Tutti

Ripenso alla doccia fredda di stamane
Quasi gli stessi brividi che risalgono la schiena ora

Decido di smuovermi da qui
Di affrontare il freddo di un posto caldo
Di concordare con me stesso un tacito accordo

Ci muoviamo adesso
Parole cortesi
La finestra mi aiuterà a sentire la libertà da questo posto
Più lontana da me
La vedrò sfuggirmi tra le grate senza poterla afferrare

Fr_Hank

Secondo me innamorasse vor dì..

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Non complicateve la vita

Non ve dannate dietro ai capelli mossi, o dietro a ‘na chioma bionda.

Godeteve i sorisi, abbuffateve de occhi felici e de guance che arossiscono. ‘Mbriacateve de quelle belle ragazze che ve passeno vicino, lasciateve inebria’ dar profumo che lasciano, da quella sensazione de bello che ve rimane quando se stendono le labbra verso li zigomi e la giornata ve se illumina

Tutta de ‘n fiato. Sappiate riconosce in mezzo a tante passanti quella giusta da ferma’ e non lasciatevela scappa’ perché poi rimarrete tutta ‘na vita co ‘n rimpianto in petto e ‘n pensiero nel cervello.

Quello che s’arrovella

quello che permane

quello che diventa prima o poi quer sassolino nella scarpa che mai e poi mai ve riuscirete a toje.

Innamorateve de quell’unica libertà che sta nel nun possede’ niente

Che sta nello sguardo della persona amata e che ve fa friccica’ ‘r core come ‘n tamburo in mezzo ar carnevale de Rio.

FrHank